venerdì 29 luglio 2016

La cittadella dell'Eco

Dopo alcuni giorni di esplorazione e di battaglie, la cittadella dell'Eco si rivelava un luogo molto pericoloso, infestato da anime maligne. L'antica battaglia che ne aveva decretato la caduta, riviveva sotto ai passi degli avventurieri, tra ampie sale infestate da non morti, e ossa di nani e di orchi disseminate sui pavimenti.
Oltre ai pericolosi non morti, anche il Ragno nero e Glasstaf incombevano costantemente sugli avventurieri, costringendo più volte i nani del clan Thorduin a ritirarsi presso luoghi più sicuri.
Ma il segreto più grande giaceva ancora sotto ai cunicoli polverosi.
Gli antichi abitanti di queste sale, conoscevano bene padre Dagon e i suoi maligni servitori, tanto da costruire una vasca all'ingresso della cittadella su cui immergere i visitatori. I fedeli di Dagon sarebbero emersi dall'acqua luminosi ed in quanto tali catturati.
Il nano ideatore di molti dei congegni della cittadella, non era ne un chierico, ne uno stregone, ma un veggente visionario che parlava come un folle. Le sue predizioni però si avverarono tutte almeno così riportava il libro trovato da Phelaia
Sempre sul libro stava scritto di come i nani avessero costruito come estremo atto di difesa, una bomba di polvere nera, da accendere in caso di sconfitta. La detonazione avrebbe fatto crollare le miniere di zolfo e distrutto il complesso idraulico che forniva acqua alla fucina oltre che la fucina stessa.

giovedì 26 maggio 2016

Arrivo alla Cittadella dell'eco

Tra i boschi del Pianoro delle manticore si muovevano silenziosi 15 nani guerrieri del clan Torkrest. Assieme a loro viaggiavano Gundren Rockseeker, la nana Vexstra, il drudido Bear, l'halfing monaco Jonas, la tiefling Phelaia e Daina la paladina dell'ordine di Odino.
Naturalmente non ci dimentichiamo di Orbo, Cocciuto, Pedante, Destriero e Fonte, i 5 muli da viaggio.
Il loro obiettivo era arrivare alla Cittadella dell'eco seguendo Gundren, evitando lo scontro con i goblin insediati al castello di Cragmaw e liberare i due fratelli Rockseeker prigionieri del Ragno nero.
Gundren guidò abilmente i nani oltre il castello e poi su fino alla forcella battezzata da Gundren della forca. Arrivati sull'altro lato della montagna iniziarono a comparire le prime testimonianze delle presenza di un antico insediamento. Alcuni pezzi di strada, alcune rocce scolpite ed antiche indicazioni. Sul fondo di un canalone Gundren alzò la mano: "Siamo quasi arrivati. Manca meno di un miglio dall'ingresso e potrebbero esserci delle vedette".
Ciò che però incontrarono non furono guardie ma un'innaturale nebbia accompagnata lamenti di non morti. I nani misero subito mano alle armi e si strinsero in cerchio.
"Alcune cose sono cambiate dall'ultima volta che sono giunto...". Il nano minatore non terminò la frase, quando alcuni ghast sbucarono dalla nebbia avventandosi sui nani.

La spedizione del clan Torkrest

Dopo il racconto di Gundren Rockseeker sul rapimento di lui e dei suoi fratelli, e di come degli odiosissimi goblin abbiano complottato con dei mercenari umani e con un vile elfo scuro, il clan Torkrest era in subbuglio.
Il clan Torkrest era diviso in tre fazioni, come nelle migliori delle tradizioni:

  1. GANDALAR seguito da 13 nani si esprimeva così: "La mia posizione è netta, marciamo sul Pianoro delle manticore, conquistiamo il castello Cragmaw, sterminando i goblin e ci insediamo in quel posto rivendicando il diritto dei nani di avere un posto dove vivere."
  2. BOLFINDER seguito da 12 nani si esprimeva così: "Se siete sobri ascoltatemi, i nostri nemici sono i mercenari marchiorosso e come sempre nessuno ci darà una mano. Hanno una sede qui a Rhoona in cui sono molto numerosi. Attacchiamoli a sorpresa di notte ed eliminiamo la feccia dalla base. Razziamo i loro proventi illeciti. Poi marceremo su Thorduin e li estirperemo anche da quel luogo. Fuggiranno a gambe levate. Ha ha ha!"
  3. ZODIARK seguito da 13 nani si esprimeva così: "Il jarl Thorduin prima di chiudersi dentro alla montagna ci aveva promesso un lavoro e un luogo dove poter crescere le nostre famiglie e i nostri figli in modo sano. Se Thorduin è dalla parte dei nani, quando marceremo su Thorduin's Gate per sradicare i marchiorosso, ci aprirà le porte e canterà la nostra impresa."
Nessuna delle tre fazioni però prevedeva la liberazione di Nundro e Tharden. Gundren si affidò agli avventurieri per portare alcuni nani dalla loro parte.

mercoledì 25 maggio 2016

Ricongiungimento

Quando la nana aprì gli occhi non riuscì a trattenere un'imprecazione, invece del paradiso aveva difronte a se l'orribile faccia pelosa del druido. Mancava solo una leccata sul naso per suggellare la loro amicizia. In cella con i due sopravvissuti c'era un altro nano, Gundren Rockseeker.
Il nano che era stato rapito dai goblin assieme a Sildal Hallwinter (qui), narrò ai due compagni di cella del suo rapimento e delle torture subite assieme ai suoi fratelli.
I goblin che rispondevano agli ordini di re Korg, erano alleati di un elfo scuro chiamato Ragno nero, il quale aveva a sua volta accordi con un gruppo di mercenari di stanza a Thorduin's gate, i Marchiorosso.
Il Ragno nero, seguace di Dagon, era alla ricerca di una cittadella nanica leggendaria chiamata "cittadella dell'eco". Gundren Rockseeker e i sui fratelli avevano trovato la cittadella e da quel momento erano iniziati i loro guai.
I suoi due fratelli Nundro e Tharden erano andati con il ragno nero, mentre lui era rimasto in cella.
Vexstra e Bear non rimasero con le mani in mano e non appena ripresero un pò le forze, pianificarono un piano di fuga grazie alle loro arti magiche.
L'invisibilità e la forma animale del druido fu il loro passepartout. Le guardie furono beffate e si ritrovarono chiuse in cella al posto dei 3 fuggitivi.

Il destino di Amber

L'incursione di Vexstra al castello non passò inosservata.
Mentre la nana raggiungeva i compagni nascosti nel bosco, sulle sue tracce si lanciarono all'inseguimento alcuni goblin cavalcalupi seguiti da altri rinforzi. Grazie al potente olfatto delle creature, i lupi seguirono le tracce dell'invisibile nana fino a raggiungerla.
Bear si tramutò in orso ed affrontò per primo le creature, Jonas fece ricorso a tutte le sue abilità per affrontare le creature ma lo scontro era impari. Ad avere la meglio sulle creature fu Amber. La chierica riuscì a disarcionare un goblin e a prendere il suo posto in sella al lupo.
Tale azione eroica, in parte dettata dalla disperazione, provocò lo scompiglio necessario a riorganizzare le file e battere in ritirata.
I 4 avventurieri erano riusciti a fuggire nel bosco, ma la battaglia non era finita. Ad attenderli sul loro cammino c'era un pericolo più grande. Dalla terra e fango del suolo si formarono alcune creature simili a uomini pesce armati di tridente. Erano chiaramente delle evocazioni assomiglianti a Dagon.

martedì 17 maggio 2016

Gli Eretici di Luzzeno, avventura per D&D 5e


Ciao a tutti, l'avventura "Gli eretici di Luzzeno" è on line e pubblicata sul sito web www.elamilmago.com
Se avete partecipato al torneo avrete così lo sfizio di scoprire le parti che non avete giocato, se invece siete alla prima lettura, datela al vostro master per una piacevole esperienza One-shot.
Per scaricarla cliccate al seguente link.
Ciao a tutti!!!

giovedì 5 maggio 2016

Torneo per D&D 5 edizione a Este in Gioco 2016


Ciao a tutti, il 14 e il 15 maggio a Este in Gioco si disputerà un torneo di Gioco di ruolo con ambientazione l'italia del 1600 sul lago di Como dal titolo "GLI ERETICI DI LUZZENO".
4 insoliti antieroi agli ordini di Don Rodrigo devono riscuotere delle tasse da una donna, ma le cose non sono così facili.
Leggete il promo dell'avventura al seguente link.
L'avventura è per 4 giocatori e dura 3 ore più 30 minuti per la lettura del background e domande varie.
Per iscrivervi scrivete a info@ilsentierodeidraghi.it indicando se preferite giocare il sabato pomeriggio o la domenica mattina o pomeriggio.

lunedì 15 febbraio 2016

Il pianoro delle Manticore

Mentre Phelaia si accodava ad una carovana diretta a Rhoona, il druido Bear, la chierica Amber, la stregona Vexstra e il monaco Jonas, scalavano un ripido pendio guidati dal druido Reidoth per raggiungere il pianoro delle Manticore.
Lo scopo di quel viaggio era di verificare le forze goblin che secondo alcuni prigionieri erano all'incirca di 5000 unità (come descritto qui).
Le difficoltà arrivarono puntuali, non solo a causa delle creature che danno il nome al pianoro, ma per la presenza di alcuni Quaggoth, orribili creature simili a grandi uomini gatto originari del sottosuolo.
I Quaggoth erano chiaramente fuori dal loro abitat naturale, ma portati o spinti da chi?
La risposta arrivò dopo la cattura di un piccolo goblin che rispondeva al nome di Yasp.
Gli abominevoli felini sono creature al servizio del ragno nero. Però nonostante siano alleati dei goblin, sovente capita che qualche goblin muoia sotto ai loro artigli.
Reidoth nel frattempo era preoccupato per la mancanza di manticore sul pianoro. Le malvagie creature erano quasi del tutto assenti e desiderava scoprirne il motivo. Prima però doveva portare gli avventurieri alle rovine del castello cragmaw.

sabato 30 gennaio 2016

Il contenuto del sacco

Mentre a Thorduin's gate Phelaia era riuscita a tornare nella sua stanza nel retro dell'emporio Moratz, i suoi compagni d'avventura erano nascosti ai piedi del Pianoro delle manticore.
Jonas raccontò ai compagni della sua rocambolesca incursione notturna nella caserma dei mercenari ed infine tirò fuori i due sacchi dallo zaino.
Il più pesante dei due conteneva due pergamene e 5 pietre. Le pietre erano cilindriche, altre 30 cm e larghe 10cm di diametro. Uno dei loro lati era piatto, l'altro era a forma sferica. Sulle pietre c'erano delle incisioni che raffiguravano alcuni animali stilizzati o altri simboli naturali. Le pietre erano magiche anche se la loro natura o impiego rimaneva un mistero.
Le pergamene invece erano assai più interessanti.
La prima era scritta dal Ragno nero ed era indirizzata a Lord Albrek (il campione del Vestland) e si raccomandava di raccogliere tutte e sette le statuine, poiché solo così sarebbe entrato a far parte degli eletti di padre Dagon che avrebbero visto il nuovo mondo.
La seconda invece era un elenco di luoghi (alcuni a loro noti altri sconosciuti). I luoghi citati erano 7, ma 6 erano stati depennati. Affianco ad ogni luogo era scritto un appunto, ecco la lista:

venerdì 29 gennaio 2016

La fuga di Jonas

Il furto era stato scoperto!
Le guardie ben presto trovarono le tracce e il baule vuoto abbandonato in un fosso melmoso.
Con l'aiuto dei cani il ladro sarebbe stato acciuffato molto presto, almeno questi erano i loro piani.
L'halfling Jonas, che nel frattempo era tornato visibile, stringeva con le mani i due grossi sacchi prelevati dal forziere. Doveva fuggire al di là della palizzata ma come? Phelaia corse all'interno dell'emporio e frugò ovunque alla ricerca di una corda e di un rampino.
Elmar, il proprietario dell'emporio, sentendo trambusto si svegliò pensando vi fosse un ladro e per poco non assalì la tiefling alle spalle. La storica uscì di corsa con corda e rampino che gettò sopra la palizzata. Poi rese invisibile Jonas con un incantesimo. Jonas mise i sacchi nello zaino e si arrampicò in fretta. Stavano arrivando i cani assieme alle guardie. Arrivato in cima gettò la corda dall'altra parte, scese e fuggì nel bosco incespicando a causa del buio della notte. Dopo aver trovato riparo dietro una roccia, si accese una torcia. Jonas era invisibile ma la torcia avrebbe indicato chiaramente la sua posizione. Era un rischio che doveva prendere se non altro avrebbe potuto correre più velocemente.
Phelaia nel frattempo aveva un altro problema da sistemare, sulla palizzata era rimasto attaccato il rampino. Mandò il suo famiglio a prenderlo con l'ordine di gettarlo tra i rami degli alberi.
Rimaneva un'ultima cosa da fare, doveva togliersi tutti i vestiti che potevano avere l'odore di Jonas addosso. Phelaia si spogliò completamente, chiamò il famiglio e gli fece fare un secondo giro oltre la palizzata, ma stavolta con i suoi vestiti. Per completare l'opera si rese invisibile e si allontanò il più possibile dall'emporio cercando di confondere il proprio odore.