giovedì 29 settembre 2016

Il ritorno del Jarl

Tre giorni dopo la sconfitta dei Marchiorosso, un nano ubriaco intento a vomitare nei pressi del Tunnel di collegamento con la cittadella di Thorduin, vide sbucare dalla montagna un carrello su rotaia con sopra tre uomini drago.
"ai draghi, ai draghi" gridò il nano alticcio prima di sbattere contro la palizzata e finire steso al tappeto.
I tre uomini drago non erano altro che tre draconici della truppa mercenaria dei Mangiapeccati. Assieme a loro c'erano due nani e una Tiefling.
Il Jarl Khaless Thorduin era finalmente uscito dalla cittadella, segno che il portale verso i piani era stato aperto. Con lui c'era l'inseparabile consigliere reale Melodia Moratz che per conto del re aveva supervisionato l'apertura del portale.
Era il 18 di Eirmont e il Vestland era ufficialmente collegato al multiverso, ora i messaggeri potevano partire verso le nazioni vicine.
Grandi profitti si aspettavano da questa nuova tratta commerciale.

martedì 27 settembre 2016

La sconfitta dei marchiorosso

Come avrebbero reagito i Marchiorosso vedendo una trentina di nani alle loro porte?
Il numero di mercenari all'interno delle mura, a spanne poteva essere sulla ventina di elementi, salvo qualche aggiunta o defezione. Non si poteva rischiare di rimanere fuori dalle mura e il seppur piccolo vantaggio numerico doveva essere sfruttato nel migliore dei modi.
Per tale motivo, gli avventurieri a cavallo precedettero i nani a Thorduin's gate.
Entrò nel piccolo villaggio fortificato solo la paladina Dania e Jonas invisibile, mentre gli altri tre compagni attesero in silenzio fuori del villaggio.
Le guardie al cancello erano doppie e nel villaggio si respirava una pesante atmosfera. Alcuni mercenari seguivano passo passo la paladina mentre Jonas invisibile, faceva del suo meglio per non lasciare tracce.
Dania fu informata dalla chierica Linene di Frey, che Sildar Hallwinter era stato imprigionato dai Marchiorosso con una stupida scusa. Il numero preciso dei mercenari presenti era 24.
La chierica disse pure che i mercenari stavano architettando qualcosa in quanto da due giorni stavano preparando un carro vicino alla loro caserma.
I tentativi per scoprire le intenzioni dei Marchiorosso non dettero i loro frutti ed arrivò presto sera.
Nel frattempo i nani del clan Torkrest arrivarono e si accamparono poco fuori dalle mura lunga la strada principale. Bear, Vexstra e Phelaia fermarono i nani dall'assaltare il villaggio, promettendo più goblin da uccidere per tutti, oltre che bevute a volontà.
Verso sera il piano dei mercenari si attuò. Il loro comandante appiccò il fuoco alla caserma mentre il povero Hallwinter era ancora imprigionato al suo interno e con tutti i mercenari abbandonò il villaggio.

domenica 25 settembre 2016

Chiamata alle armi per il clan Torkrest

Oltre agli avventurieri, ripartirono per Rhoona i due fratelli Rockseeker.
Le condizioni di Jonas non erano affatto buone e serviva l'immediate cure magiche di un chierico.
Dopo tre giorni di viaggio, attraversando il pianoro delle manticore, il gruppo arrivò alla città del Jarl Stephan.
I fratelli Rockseeker corsero al proprio clan per raccontare l'impresa, mentre gli altri 5 alla locale chiesa di Forsetta a cui il monaco Jonas era devoto.
La cura arrivò appena in tempo, ma la sua pelle rimase alterata per sempre da moltissime piccole pustole. Il piccolo halfling avrebbe portato per tutta la vita, i segni sulla pelle di quella tremenda avventura.
Nel clan Torkrest nel frattempo c'era aria di grande festa per l'impresa, ma pure impazienza.
Il clan desiderava ottenere il permesso da parte del Jarl Khaless Thorduin di occupare la Cittadella dell'eco ma l'eroe nano era chiuso da tempo nella cittadella di Thorduin a causa dell'imminente apertura del portale verso i piani che sarebbe avvenuta proprio a Thorduin.
Il Jarl Stephan Rhoona non poteva accordare quel permesso direttamente al clan, scavalcando Khaless Thorduin.
Suggerì però agli avventurieri un piano: se il clan Torkrest avesse liberato Thorduin's Gate dal gioco dei mercenari Marchiorosso, quando l'eroe nano fosse uscito da sotto la montagna, avrebbe sicuramente accordato loro l'usufrutto della Cittadella.
Tale proposta sarebbe stata appoggiata anche da lui, Stephan Rhoona, se non altro per liberarsi del clan Torkrest accampato da molto tempo attorno alle sue mura.
Gli avventurieri si diressero così al clan per discutere della proposta.

Il sacrificio

Dania, Vexstra e Bear erano rimasti impotenti difronte agli eventi.
Jonas e Phelaia erano spariti per sempre nel semipiano di quelle aberranti creature.
La nana e il druido però non volevano accettare il sacrificio dei compagni, dovevano aprire un nuovo portale. La paladina rifiutò la proposta, l'apertura del portale avrebbe potuto rappresentare un pericolo per loro, per i nani e per il Vestland. Inoltre il rituale prevedeva un sacrificio umano, che Dania non avrebbe mai approvato.
Passarono due giorni dalla chiusura del portale e mentre i nani del clan Torkrest con Dania si prepararono a lasciare la Cittadella dell'eco per prendere la direzione di Rhoona, Bear e Vexstra si misero alla caccia di 3 bugbear fuggiaschi.
Uno lo uccisero, gli altri due riuscirono a catturarli vivi.
I due compagni portarono i bugbear nel tempio di Kagyar, studiarono il rituale e lo eseguirono.
Il bugbear scelto, inerme e impotente, guardò con occhi di supplica la nana, ma la sua preghiera silenziosa non servì a nulla. La nana con la collaborazione di Bear, profanò il tempio di Kagyar compiendo un sacrificio umano ed aprendo un nuovo portale verso il semipiano di Eihort.

Le progenie di Eihort

La strada che conduceva al sacro tempio di Kagyar era interrotta da una frana. Per aggirare l'ostacolo gli avventurieri passarono per le miniere di zolfo non senza qualche pericolo.
Arrivati ad una strana vasca decorata con simboli vagamente marini avvenne il primo incontro.
Quelle strane creature simili a delle meduse volanti erano difficili da ferire, immuni quasi a tutto tranne che alle armi magiche e ai poteri radiosi.
Scampati al primo scontro, Phelaia chiese al gruppo di fermarsi, non potevano andare avanti senza un piano. Nel libro trovato nel laboratorio dello gnomo mago, la storica trovò indicazioni sulla pozza magica ed anche sulle creature. Erano progenie di Eihort.
La forgia magica dei nani in grado di incantare le armi per qualche ora, poteva dare loro un pò di vantaggio su quelle creature.
Dopo aver recuperato le forze e incantato le armi, gli avventurieri entrarono nel tempio di Kagyar.
All'interno era stato compiuto un vero e proprio massacro, pezzi di corpi di goblin e bugbear giacevano ovunque, mentre sul fondo del tempio, al posto della statua della divinità dei nani, stava una breccia putrescente.
Era uno squarcio verso un semipiano.

venerdì 29 luglio 2016

La cittadella dell'Eco

Dopo alcuni giorni di esplorazione e di battaglie, la cittadella dell'Eco si rivelava un luogo molto pericoloso, infestato da anime maligne. L'antica battaglia che ne aveva decretato la caduta, riviveva sotto ai passi degli avventurieri, tra ampie sale infestate da non morti, e ossa di nani e di orchi disseminate sui pavimenti.
Oltre ai pericolosi non morti, anche il Ragno nero e Glasstaf incombevano costantemente sugli avventurieri, costringendo più volte i nani del clan Thorduin a ritirarsi presso luoghi più sicuri.
Ma il segreto più grande giaceva ancora sotto ai cunicoli polverosi.
Gli antichi abitanti di queste sale, conoscevano bene padre Dagon e i suoi maligni servitori, tanto da costruire una vasca all'ingresso della cittadella su cui immergere i visitatori. I fedeli di Dagon sarebbero emersi dall'acqua luminosi ed in quanto tali catturati.
Il nano ideatore di molti dei congegni della cittadella, non era ne un chierico, ne uno stregone, ma un veggente visionario che parlava come un folle. Le sue predizioni però si avverarono tutte almeno così riportava il libro trovato da Phelaia
Sempre sul libro stava scritto di come i nani avessero costruito come estremo atto di difesa, una bomba di polvere nera, da accendere in caso di sconfitta. La detonazione avrebbe fatto crollare le miniere di zolfo e distrutto il complesso idraulico che forniva acqua alla fucina oltre che la fucina stessa.

giovedì 26 maggio 2016

Arrivo alla Cittadella dell'eco

Tra i boschi del Pianoro delle manticore si muovevano silenziosi 15 nani guerrieri del clan Torkrest. Assieme a loro viaggiavano Gundren Rockseeker, la nana Vexstra, il drudido Bear, l'halfing monaco Jonas, la tiefling Phelaia e Daina la paladina dell'ordine di Odino.
Naturalmente non ci dimentichiamo di Orbo, Cocciuto, Pedante, Destriero e Fonte, i 5 muli da viaggio.
Il loro obiettivo era arrivare alla Cittadella dell'eco seguendo Gundren, evitando lo scontro con i goblin insediati al castello di Cragmaw e liberare i due fratelli Rockseeker prigionieri del Ragno nero.
Gundren guidò abilmente i nani oltre il castello e poi su fino alla forcella battezzata da Gundren della forca. Arrivati sull'altro lato della montagna iniziarono a comparire le prime testimonianze delle presenza di un antico insediamento. Alcuni pezzi di strada, alcune rocce scolpite ed antiche indicazioni. Sul fondo di un canalone Gundren alzò la mano: "Siamo quasi arrivati. Manca meno di un miglio dall'ingresso e potrebbero esserci delle vedette".
Ciò che però incontrarono non furono guardie ma un'innaturale nebbia accompagnata lamenti di non morti. I nani misero subito mano alle armi e si strinsero in cerchio.
"Alcune cose sono cambiate dall'ultima volta che sono giunto...". Il nano minatore non terminò la frase, quando alcuni ghast sbucarono dalla nebbia avventandosi sui nani.

La spedizione del clan Torkrest

Dopo il racconto di Gundren Rockseeker sul rapimento di lui e dei suoi fratelli, e di come degli odiosissimi goblin abbiano complottato con dei mercenari umani e con un vile elfo scuro, il clan Torkrest era in subbuglio.
Il clan Torkrest era diviso in tre fazioni, come nelle migliori delle tradizioni:

  1. GANDALAR seguito da 13 nani si esprimeva così: "La mia posizione è netta, marciamo sul Pianoro delle manticore, conquistiamo il castello Cragmaw, sterminando i goblin e ci insediamo in quel posto rivendicando il diritto dei nani di avere un posto dove vivere."
  2. BOLFINDER seguito da 12 nani si esprimeva così: "Se siete sobri ascoltatemi, i nostri nemici sono i mercenari marchiorosso e come sempre nessuno ci darà una mano. Hanno una sede qui a Rhoona in cui sono molto numerosi. Attacchiamoli a sorpresa di notte ed eliminiamo la feccia dalla base. Razziamo i loro proventi illeciti. Poi marceremo su Thorduin e li estirperemo anche da quel luogo. Fuggiranno a gambe levate. Ha ha ha!"
  3. ZODIARK seguito da 13 nani si esprimeva così: "Il jarl Thorduin prima di chiudersi dentro alla montagna ci aveva promesso un lavoro e un luogo dove poter crescere le nostre famiglie e i nostri figli in modo sano. Se Thorduin è dalla parte dei nani, quando marceremo su Thorduin's Gate per sradicare i marchiorosso, ci aprirà le porte e canterà la nostra impresa."
Nessuna delle tre fazioni però prevedeva la liberazione di Nundro e Tharden. Gundren si affidò agli avventurieri per portare alcuni nani dalla loro parte.

mercoledì 25 maggio 2016

Ricongiungimento

Quando la nana aprì gli occhi non riuscì a trattenere un'imprecazione, invece del paradiso aveva difronte a se l'orribile faccia pelosa del druido. Mancava solo una leccata sul naso per suggellare la loro amicizia. In cella con i due sopravvissuti c'era un altro nano, Gundren Rockseeker.
Il nano che era stato rapito dai goblin assieme a Sildal Hallwinter (qui), narrò ai due compagni di cella del suo rapimento e delle torture subite assieme ai suoi fratelli.
I goblin che rispondevano agli ordini di re Korg, erano alleati di un elfo scuro chiamato Ragno nero, il quale aveva a sua volta accordi con un gruppo di mercenari di stanza a Thorduin's gate, i Marchiorosso.
Il Ragno nero, seguace di Dagon, era alla ricerca di una cittadella nanica leggendaria chiamata "cittadella dell'eco". Gundren Rockseeker e i sui fratelli avevano trovato la cittadella e da quel momento erano iniziati i loro guai.
I suoi due fratelli Nundro e Tharden erano andati con il ragno nero, mentre lui era rimasto in cella.
Vexstra e Bear non rimasero con le mani in mano e non appena ripresero un pò le forze, pianificarono un piano di fuga grazie alle loro arti magiche.
L'invisibilità e la forma animale del druido fu il loro passepartout. Le guardie furono beffate e si ritrovarono chiuse in cella al posto dei 3 fuggitivi.

Il destino di Amber

L'incursione di Vexstra al castello non passò inosservata.
Mentre la nana raggiungeva i compagni nascosti nel bosco, sulle sue tracce si lanciarono all'inseguimento alcuni goblin cavalcalupi seguiti da altri rinforzi. Grazie al potente olfatto delle creature, i lupi seguirono le tracce dell'invisibile nana fino a raggiungerla.
Bear si tramutò in orso ed affrontò per primo le creature, Jonas fece ricorso a tutte le sue abilità per affrontare le creature ma lo scontro era impari. Ad avere la meglio sulle creature fu Amber. La chierica riuscì a disarcionare un goblin e a prendere il suo posto in sella al lupo.
Tale azione eroica, in parte dettata dalla disperazione, provocò lo scompiglio necessario a riorganizzare le file e battere in ritirata.
I 4 avventurieri erano riusciti a fuggire nel bosco, ma la battaglia non era finita. Ad attenderli sul loro cammino c'era un pericolo più grande. Dalla terra e fango del suolo si formarono alcune creature simili a uomini pesce armati di tridente. Erano chiaramente delle evocazioni assomiglianti a Dagon.