mercoledì 18 gennaio 2017

Vallaki, la città della gioia

Il pesante portone della porta orientale si chiuse alle spalle degli avventurieri. Almeno per ora erano al sicuro dai lupi e potevano sperare di avere un tetto sopra la testa sotto cui riposare.
Un soldato della milizia di avvicinò a loro e disse: "Benvenuti a Vallaki, la città della gioia, libera dal giogo del principe Morphail. Il nostro motto è TUTTO ANDRA' BENE. Per legge il barone ha stabilito che tutti dovranno essere felici, pena l'espulsione dalla città. Siate felici e rispettate l'autorità del barone. Seguendo queste semplici regole sarete sempre i benvenuti qui a Vallaki".
Gli avventurieri si guardarono tra loro increduli.
Il soldato continuò "Il ragazzo qui presente è Villius. Vi accompagnerà immediatamente dal Barone che vuole conoscere Ireena. Villius durante il tragitto vi mostrerà anche l'emporio e la locanda. Buona permanenza a Vallaki: TUTTO ANDRA' BENE".
Villius era un ragazzo vispo, vestito da garzone, mani ruvide, avvezzo a lavorare. Mostrò al gruppo di viaggiatori l'emporio, dove sistemarono il mulo e il carretto porta salme di padre Donavich.
Poi condusse il gruppo verso la piazza del paese. La piazza era addobbata a festa. Vi erano delle picche con delle teste di lupo infilzate e vari manifesti ai lati. In centro alla piazza vi erano 4 persone inginocchiate ed incatenate. Indossavano delle maschere a forma di scimmia, asino, oca, maiale.

martedì 17 gennaio 2017

Tutto andrà bene

Sconfitti gli esseri vegetali, dal folto del bosco emerse una cadaverica creatura dagli occhi fiammeggianti.
Era vestita come un cavaliere, impugnava nella mano destra una lunga spada mentre la mano sinistra stringeva la testa di un lupo. Sinistramente questa guaiva come fosse ancora attaccata al corpo.
Il cavaliere non morto annusò l'aria attorno a sé e poi pronunciò queste parole "sento odore di Morphail". Alcuni guardarono Noghai, solo Paul guardò Ireena. Il cavaliere alzò la spada sopra alla testa e piegò leggermente le gambe pronto a fronteggiare la minaccia, quando Veridian parlò "Oh nobile cavaliere, anche noi sentiamo odore di Morphail. Siamo braccati da lui e siamo diretti a Vallaki per sfuggirgli. Siamo dalle stessa parte, vuoi forse combattere contro dei potenziali alleati?"
Il cavaliere rimase in silenzio alcuni lunghi ed interminabili secondi, Grog aveva ogni muscolo del corpo teso, Helena era pronta ad invocare Tubak per allontanare la creatura, poi in lontananza si udì l'ululato di un lupo.
Il cavaliere si voltò verso il bosco "ci rivedremo nemici di Morphail". Grog osò dire "dicci almeno chi sei?". Il non morto rispose "sono un cavaliere del drago d'argento..." e sparì nel bosco.
Senza perdere tempo, gli avventurieri assieme a Ireena e Ismark ripartirono subito verso Vallaki. Le ombre della sera si facevano ad ogni passo più minacciose e gli ululati dei lupi non invitavano a sostare. Passarono davanti al lago Zarovich, su cui videro alcune barche di pescatori intente a raccogliere le ultime reti.
Infine videro la cittadina di Vallaki. Era protetta da una palizzata molto alta. Vicino al pesante portone d'ingresso vi erano delle picche con teste di lupo infilzate. Pesante gabbie di ferro erano disposte nei pressi dell'ingresso. Contenevano della carne fresca.

lunedì 9 gennaio 2017

Il mulino dei Durst

Il mulino dei Durst doveva aver conosciuto giorni migliori, nonostante ciò sembrava ancora in funzione. Le pale giravano, la porta d'ingresso era chiusa, ai suoi lati due vasi di fiori appassiti. La porta era abbastanza grande da permettere il passaggio di un piccolo carretto ed infatti alcuni solchi sul terreno indicavano che probabilmente ne veniva usato uno.
Grog bussò sonoramente Bonk Bonk.
La finestra al primo piano si aprì ed apparve una bella signora matura che si presentò come Morganta la mugnaia. La donna con cortesia e fermezza non permise agli avventurieri di entrare "Non vi conosco e non conosco le vostre intenzioni, se volete un posto per riposare proseguite lungo la strada per Vallaki".
Poi propose l'acquisto di farina e di tortini di carne e frutta secca. Quei tortini avevano un'aria familiare, ma nessuno ricordò dove li avevano già visti. Lo scambio del denaro e della merce avvenne tramite un cestino calato con una corda.
Veridian fece due volte il giro del mulino per trovare un punto di accesso, salvo venire individuata da Bella, una delle figlie della mugnaia.
Helena attivò la sua individuazione del male, la mugnaia rispondeva positivamente a quell'incantesimo, quella poteva essere una motivazione sufficiente per sfondare la porta del mulino?

domenica 8 gennaio 2017

La tomba di Noghai

Le 4 tombe sopra alla collina erano semplici, ma ognuna possedeva una pesante lapide.
3 tombe sembravano intatte, ma la prima a destra aveva un grande foro. Non era scavata, sembrava piuttosto che qualcosa ne fosse uscito. La terra era compatta, segno che il buco non era recente.
Sulla lapide stava scritto "NOGHAI MEDU TRIBU MURKIT" e più sotto "Era un grande cacciatore, ma fu ucciso dalla sua preda".
Tutti guardarono Noghai, ma il cacciatore non riuscì a fornire spiegazioni.
Due fatti inspiegabili che riguardavano Noghai nel giro di poche ore, che stava accadendo?
Le altre 3 tombe non erano meno interessanti.
Sulla lapide della prima da sinistra stava scritto "VILCU OSYBUS". Sotto al nome vi era scolpita una rosa blu. Questo particolare attirò l'attenzione di Helena (segui la rosa blu..). Sotto alla rosa vi era scritto "Figlio di un trucidatore, fu trucidato".
Il suo cognome Osybus riportava alla mente i Preti di Osybus di cui faceva parte Gustav Durst. Inizialmente si pensava che Osybus fosse una divinità dimenticata, forse invece era solo un cognome.

La forca di Noghai

Lasciata Madam Eva e gli zingari alle proprie spalle, la comitiva riprese il cammino per Vallaki.
Le previsioni della donna stavano ancora animando il viaggio quando dopo un tratto di salita, gli avventurieri arrivarono ad un'altra forca posta in un bivio.
Appeso alla corda vi era un uomo, mentre a lato 11 tombe di cui una vuota.
Helena fu la prima ad accorgersi che l'uomo appeso alla corda assomigliava a Noghai. Il ranger delle steppe gli si avvicinò e non appena si riconobbe, scomparve dalla vista.
Immediatamente dalla forca arrivarono urla soffocate e la sagoma appesa iniziò ad agitarsi: l'impiccato era vivo. Intuendo la natura soprannaturale della situazione, Helena si precipitò a salvare l'uomo, seguita da Veridian.
L'impiccato non assomigliava a Noghai, ma era il ranger stesso. Come fu tirato giù dal cappio, l'uomo vomitò acqua. Cos'era successo? A quale tipo di maleficio avevano assistito?
Fu infine Paul a dare la notizia che le indicazioni stradali impresse sul cartello alla base della forca non corrispondevano con la loro mappa. Quel luogo sembrava in tutto e per tutto la forca incontrata prima dell'accampamento Vistani.
C'era solo un modo per accertarsene, svoltare a destra e seguire le indicazioni per il lago Tser.

sabato 7 gennaio 2017

Gli indizi di Madam Eva

Madam Eva, chi era costei? Una zingara Vistani, alleata come tutti gli zingari di Morphail eppure le sue parole e la sua predizione indicavano che ella remava verso un'altra direzione.
La cartomante giocava un ruolo più grande di lei o affine a quello del principe Morphail? Oppure era un mero strumento di divertimento nelle sue mani?
La donna fece scegliere a Grog 5 carte e le pose sul tavolo coperte disposte a croce.
Poi posò la mano su quella di sinistra "Questa carta narra di storie e di antiche conoscenze per conoscere meglio il vostro nemico". Vi indicherà la posizione del Tomo di Morphail.
Girò la prima carta e scoprì il Traditore (il 9 segno del glifo). Poi disse: "Cercate una donna ricca. Un fedele alleato del diavolo. Tiene il tesoro sotto chiave, con le ossa di un antico nemico."
Poi posò la mano sulla carta in alto "Questa carta racconta di una potente forza del bene e di protezione, un simbolo sacro di grande speranza." Vi indicherà la posizione del Simbolo Sacro di Ravenkind.
Girò la seconda carta e scoprì l'Anarchico (il 6 segno del glifo). Poi disse: "Vedo pareti di ossa, un lampadario di ossa, e una tavola di ossa, tutto ciò che resta di nemici a lungo dimenticati".

Madam Eva

La notte all'abbazia non fu riposante. Le porte d'ingresso venivano graffiate da qualcosa e tutt'attorno di udivano passi e rumori sinistri.
Inoltre verso la mezzanotte, dal cimitero si alzarono un centinaio di spettri. Le creature formarono una lugubre processione lungo la strada che conduceva al castello di Morphail.
Padre Donavich raccontò che la processione avveniva ogni notte a mezzanotte.
Gli spettri appartengono a 100 guerrieri e rivoltosi Baroviani che sfidarono Morphail assieme ad un mago alcuni anni fa.
Morphail uccise tutti. Undici giorni dopo il loro funerale, le anime dei morti iniziarono ad elevarsi ogni notte e a formare una lugubre processione verso il castello.
Alcuni coraggiosi avventurieri provarono a seguirla: dissero che non subirono attacchi mentre salirono al castello e, a patto di avere la forza di sfidare Morphail, rappresenta una via sicura di accesso al cuore del suo dominio.

Il segreto di Kolayana

Usciti dalla casa dei Durst, gli avventurieri si trovarono immersi in una fitta nebbia.
Gli abitanti di Barovia erano chiusi in casa mentre lungo le strade sciamavano orde di zombie. Grog provò ad abbatterne un paio salvo poi preferire seguire i compagni verso l'emporio.
Il proprietario Bildrath, tutt'altro che amichevole, ospitò gli avventurieri a patto che facessero acquisti. Le sue merci costavano almeno 10 volte tanto un normale emporio, sicuramente avevano trovato qualcuno che non piangeva il regno lugubre di Morphail.
La nebbia dopo un pò si diradò assieme ai suoi letali zombie. Usciti dall'emporio il quintetto si diresse verso la casa del Borgomastro.
Trovarono la porta sfondata da cui emersero salvi Ismark e Ireena.
Ireena apprese con dispiacere del fato di Gustav Durst, disse che si era sempre comportato bene nei confronti di suo defunto padre.
Ma non c'era tempo da perdere, con la bara del borgomastro sulle spalle di Grog, Ismark, Paul e Noghai, gli avventurieri si diressero da padre Donavich, un prete di Rad.

La sconfitta dell'abominio

I sotterranei della casa dei Durst erano strutturati su due livelli. Il primo era organizzato con dormitori, cucina, tempio e tombe di famiglia. Il secondo livello invece aveva delle celle, un immondo reliquiario e l'enorme stanza con le radici, riempita con mezzo metro d'acqua.
Le radici della famiglia Durst quindi esistevano. Erano 10 ed alcune di loro terminavano immerse in recipienti di vetro.
Helena non ci pensò due volte, evocò una sfera di fuoco e distrusse recipienti e cartigli disposti sopra all'altare. Qualsiasi fosse il segreto di quel procedimento alchemico, non andava divulgato. Troppo aberrante affinché qualcuno ne raccogliesse l'eredità.
Dal fondo della stanza emerse una enorme creatura fatta di foglie e radici.
Grog le si avventò contro senza fortuna, mentre dalle retrovie Paul e Veridian lo colpivano con tutto ciò che potevano. Anche la Pantera Kita entrò in mischia, mentre Noghai sfoderava le sue scimitarre. Helena dalle retrovie indirizzò la sfera di fuoco verso la creatura, pronta a sostenere i compagni in mischia con le sue magie curative.
Grog un paio di volte rischiò di soccombere, ma la creatura fu portata velocemente alla morte dai raggi magici di Paul.

Lettera di un padre disperato

All'ultimo piano della casa infestata, gli avventurieri trovano un altro pezzo di puzzle che ricostruisce l'intricata vicenda familiare della famiglia Durst con i Preti di Osybus.
Dietro ad un quadro raffigurante le radici di un albero ed alcuni contenitori dall'inquietante contenuto, trovano una lettera scritta da Gustav. La lettera è indirizzata ai suoi figli, nella speranza che possano in futuro completare la sua impresa. I suoi figli purtroppo o fortunatamente sono deceduti e forse il suo sinistro piano di reincarnazione non si completerà mai.
La lettera sembra contraddire alcuni passaggi raccontati in un altro diario scovato nei sotterranei. In altri punti invece, la lettera cela la scioccante verità sulla moglie Elisabeth. Forse un tentativo di edulcorare i suoi fini e nascondere la verità ai figli oppure solo frutto della sua pazzia.
Ecco la lettera, qui riportata integralmente: